FORMETTISTI®

 

Il Fumetto d’Impresa® ha bisogno di operatori professionalmente preparati in grado di valorizzarne le grandi potenzialità. I vari progetti, altrimenti, rischiano di essere banalizzati e diventare solo dei momenti d’animazione e di intrattenimento se portati avanti da fumettisti che si improvvisano consulenti o da formatori che si improvvisano sceneggiatori.
La figura del formatore è strettamente legata a quella del fumettista e dello sceneggiatore. Questi ruoli devono saper organizzare il lavoro concentrandosi sulle persone e i ruoli che rivestono, i loro punti di forza e quelli di crescita.  Devono inoltre riuscire a comunicare un messaggio in maniera efficace e coinvolgente, suscitando interesse e stimolando la riflessione.
Il Formettista® deriva dal termine “formatore”, esperto in processi formativi e “fumettista”, esperto nell’arte del fumetto. E’ colui che opera nel settore con efficaci finalità formative, conoscendo in maniera approfondita il mondo organizzativo ed il processo formativo.
Il Formettista® deve saper facilitare il percorso formativo e allo stesso valorizzare l’esperienza artistica. Non è necessario che sia un disegnatore, ma deve conoscere la tecnica del fumetto e saper gestire la metodologia all’interno della formazione. Il suo compito non si conclude alla fine del fumetto, ma deve monitorare l’effettiva applicazione di quanto appreso nel contesto lavorativo. Molto importante il suo ruolo nelle delicate e complesse fasi di debriefing e di valutazione finale dell’intervento formativo, momenti fondamentali per verbalizzare l’esperienza e trasferire l’apprendimento in ambito organizzativo. Il fine è sottolineare e analizzare l’utilità dei risultati ottenuti e quindi dare valore concreto all’esperienza. Competenza e professionalità dei Formettisti sono quindi requisiti fondamentali per garantire la correttezza, la qualità e l’efficacia del loro intervento e valorizzare uno strumento formativo e comunicativo così ricco come il Fumetto d’Impresa®.

 

GIACOMO PRATI

gpratiAppena nato mostra la sua leadership ed una certa propensione verso le persone. Infatti da bambino organizza per molti amici partite di calcio e corse in bicicletta nei parchi bolognesi e nelle spiagge della riviera romagnola.
Nonostante la bassa statura gioca a basket e si distingue per una specialità: il “tiro da 3 punti di tabella”.
Si rende conto che nonostante la sua grande superiorità mentale, l’inferiorità fisica lo penalizza. Ripiega quindi sul calcio. Qui emerge la sua passione per la formazione.
Infatti impara velocemente, grazie all’aiuto del nonno, molte formazioni del Bologna dal dopo-guerra in poi. All’età di 9 anni viene a conoscenza dello scoutismo, luogo dove le persone equilibrate diventano pazze e quelle pazze rimangono tali.
A scuola si distingue in vari ambiti: vince campionati al fantacalcio, anima le interrogazioni e realizza compiti in classe “creativi”.
Terminata la scuola, si iscrive a “Scienze della Formazione”, illudendosi che gli esami siano inerenti alle formazioni delle squadre di Serie A.
Rimane deluso quando scopre che le materie si concentrano su “come sviluppare pro-attivamente ed in maniera efficace la risorsa umana”.
Le tangenti versate alla commissione di laurea, lo portano a laurearsi con lode, bacio accademico e abbraccio fraterno in “Educazione Permanente”, corso di laurea che non ha niente a che fare coi parrucchieri.
Ormai la formazione è diventata la sua droga quotidiana. Cerca di uscirne, ma non esistendo al momento efficaci terapie, è vittima di corsi e master di specializzazione in vari àmbiti molto ambìti.
Nel mondo del lavoro incontra alcuni pazzi che credono in lui. In pochi anni sperimenta ruoli dai nomi inquietanti quali tutor, coordinatore, supervisore e docente. Viene a conoscenza di un’associazione che racchiude le anime in pena che operano nel campo della formazione: l’AIF (Associazione Italiana Formatorimucche).
Attualmente si procura il pane quotidiano spacciandosi come consulente e formatore. In pratica vive illudendosi di facilitare la vita a persone ed aziende.
In questa illusione, dopo una scorpacciata di strisce di Dilbert, in una notte di visioni e profezie, ha ideato “Fumetto d’Impresa”.

 

MATTEO ZOCCA

mzoccaFin da piccolo mostra segni di "talento". Durante gli anni dell'asilo viene candidato per ben due volte alla nomination come miglior attore non protagonista per tutti i malesseri che riesce a simulare. Non contento per il premio che non arriva, decide di concentrare le sue attenzioni sull'arte della marachella d'autore. Seguono così numerose produzioni, costantemente premiate dalla giuria delle maestre con sonore punizioni.
Abbandona quindi la carriera teatrale e per tutta l'adolescenza dimostra la sua inclinazione ai rapporti umani faticando a trovare la via della classe per via delle continue partite di calcio in atto coi suoi coetanei. Si vocifera che il punteggio sia rimasto fermo sul 1280 a 1281 con un rigore dubbio concesso dall'arbitro-bidello pochi istanti prima dell'orale dell'esame di quinta superiore.
I successi scolastici non tardano ad arrivare: campione di scacchi e di battaglia navale tra i banchi, fuoriclasse della cerbottana con la penna bic. Titoli che difenderà con onore in tutti i suoi anni di studio.
Nonostante i suoi insegnanti gli consiglino di seguire la sua predisposizione per la materia più importante in programma (l'educazione fisica) andando ad arare i campi, decide di proseguire gli studi.
Durante gli anni delle superiori si assiste però anche alla trasformazione che lo porterà alla facoltà universitaria di formatore. Esprime, infatti, tutte le sue doti di facilitatore, smistando i bigliettini per tutta la classe durante le verifiche. Valorizza e sviluppa le risorse umane, soprattutto il corpo docente, esaltandone le abilità di invenzione di appellativi sul suo rendimento e di giudizi fantasiosi per le interrogazioni creative.
Iscrittosi alla facoltà di "Scienze della Formazione" per esclusione, tenta per tutta la durata del corso di studi di capire la figura professionale che potrà ricoprire. Si impegna molto in questo, frequentando anche corsi extra-curricolari e bazzicando per centri di formazione. Arrivato alla conclusione che dovrà occuparsi di “come sviluppare pro-attivamente ed in maniera efficace la risorsa umana”...decide di posticipare l'inizio di tale attività iscrivendosi alla laurea specialistica in "Educazione Permanente". Puntando seriamente sulla parola permanente, inizia a sposare l'idea dello studio per tutta la vita con lo scopo di non lavorare mai. Terminati gli studi, inizia così una girandola di master e corsi di specializzazione in vari ambiti. Coinvolto per sbaglio da un gruppo di fanatici, inizia una carriera lavorativa che lo vede ricoprire ruoli come tutor, coordinatore e responsabile di processi formativi.
Mentre ancora cerca di capire cosa significhino questi strani termini che lo circondano, viene incastrato e mandato in aula con il ruolo di docente. La motivazione espressa: il ruolo giusto per continuare a non lavorare.
Vagando per il mondo della formazione, incontra l'AIF (Associazione Italiana Formatori) e inizia a partecipare alle sedute riabilitative organizzate da questa associazione sullo stile degli alcolisti anonimi.
Attualmente si guadagna il vitto convincendo gli altri di essere un consulente e formatore. In realtà è stato beccato ripetutamente in stato di ebrezza mentre tentava di facilitare la vita di persone e aziende.
In una notte buia e tempestosa, dopo una scorpacciata di strisce di Dilbert e l'assunzione di una buona dose di alcolici, ha deciso di appoggiare il suo collega Giacomo Prati nello sviluppo del “Fumetto d’Impresa”.

 

SARA MENETTI
smenetti
Sara esiste. Per lo più viene chiamata in causa quando c'è da disegnare.

 

DARIO GRILLOTTI

dgrillotti
Dario Grillotti, disegnatore viareggino nato nel 1984, si è diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. E' un membro dell'etichetta indipendente "Katlang! - Fumetti fatti in casa".

 

         

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